L'Italia ignora: un invito alla lettura


Per la sezione Pensieri Sparsi oggi la parola la lascio volentieri ad una promettente giovane studentessa, Marisa Salinardi, che con le sue parole ci porta a riflettere su tematiche sempre attuali. 


L’ITALIA IGNORA 

“LEGGO SOLO SE COSTRETTO” ECCO COSA ROVINA LA NOSTRA NAZIONE. 

È dall’ignoranza che nasce ogni tipo di violenza, oggi il mondo è in allarme. Quando analizziamo un Paese le prime cose che tendiamo a evidenziare sono le caratteristiche negative. Spesso l’Italia, ad esempio, viene descritta come un paese mafioso, razzista e violento. 

Queste connotazioni così negative da dove scaturiscono? Numerosi studi hanno dimostrato che alla base di comportamenti di “intolleranza verso il prossimo” c’è l’analfabetismo.

L’alfabetizzazione è indispensabile per il raggiungimento di molti obbiettivi come la pace, la democrazia, l’uguaglianza e lo sviluppo sociale.


Nel 2008, secondo dati ISTAT, solo il 20% della popolazione possedeva gli strumenti necessari per leggere e/o scrivere.

Ad oggi la situazione non è migliorata di molto: le persone con i minimi strumenti di alfabetizzazione sono passati dal 20% al 31%.


Ma a chi dovremmo attribuire la colpa di questa situazione? Circa due italiani su tre incolpano la scuola ed il suo crollo causato dai pochi fondi economici e da professori sempre più anziani e demotivati.

È vero, la scuola è sempre meno presente nella vita e nella mente delle nuove generazioni, che non si sentono più coinvolti nello studio e non hanno più sete di conoscenza. 

Gli italiani oggi sono sempre più esposti alla televisione, ai cellulari e ai nuovi media, troppo poco, invece, all’odore di carta stampata di un buon libro. 

Non è solo l’analfabetismo però a generare “odio”. L’utilizzo di chat, il moltiplicarsi di conoscenze virtuali, di rapporti filtrati da monitor fin da bambini fa sì che i dialoghi in famiglia e con i propri amici diventino sempre meno frequenti. Questa quasi assenza di rapporti interpersonali “reali” porta a essere sempre meno empatici e sempre più indifferenti, causando fenomeni come il cyberbullismo. Per questo sarebbe importante, per me, inserire all’interno della scuola dei programmi che riportino i giovani ad amare la conoscenza, affinché possano sviluppare la propria cultura.
 

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